CS:GO, l’Italia ed i team: cosa ci riserva il futuro? Ci risponde Claudio “Cla” Crisafulli dei Cyberground Gaming

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Il gioco è in ottima forma ma lo scenario italiano no: “servono più tornei, non possiamo rimanere fermi quattro o cinque mesi”

CS:GO qualche mese fa ha ottenuto un cambiamento radicale nella sua formula. Il passaggio a free to play ha fatto avvicinare moltissimi nuovi giocatori al titolo ed anche la scena esportiva ne ha tratto un grande beneficio. Non tanto in luoghi dove questo titolo è già estremamente popolare, come l’est Europa e la Scandinavia, ma anche laddove non c’era un’ampia fanbase. Anche l’Italia ha visto un leggero aumento nel numero di download di questo titolo, ma ancora le cose non sono ottimali; nonostante tutto, però, ci sono organizzazioni e persone che si danno costantemente da fare per portare l’esport di CounterStrike al passo con lo scenario europeo.

Una di queste organizzazioni è appena entrata nel mondo di CS:GO acquisendo un forte roster arrivato dai Rising Note. Stiamo ovviamente parlando dei Cyberground Gaming, con i quali abbiamo deciso di fare quattro chiacchiere per chiedere il loro parere su come si sta evolvendo e come sta andando la scena italiana di questo titolo. Ha risposto alle nostre domande Claudio “Cla” Crisafulli, veterano del gioco e capitano del team di CounterStrike di Cyberground.

Claudio “Cla” Crisafulli, capitano del team di CS:GO dei Cyberground Gaming
La scena di CS:GO è “risorta” anche da noi con l’aggiornamento che l’ha reso F2P. Secondo te è possibile arrivare ad avere anche da noi una scena esport come quella di paesi come Polonia e Russia?

Secondo me c’è un problema di base infrastrutturale, ovvero con gli organizzatori di tornei, le multigaming e i giocatori, che non riescono a costruire una scena grande come quelle estere. Ovviamente avere una rosa di giocatori che combatte in tornei internazionali ti permette di avere sponsor ed investimenti molto superiori a quelli che si possono ottenere rimanendo in Italia, ma fatta questa premessa c’è da dire un’altra cosa: nel nostro paese questo tipo di giochi non è un gioco mainstream come lo è in altri paesi. Qui si gioca a FIFA, ai Battle Royale… Poi ci sono i giochi come CS:GO che non vengono molto considerati, ma non perché questo sia un gioco cattivo, ma perché ci sono altri titoli nella scena competitiva: Overwatch, LoL e molti altri sono i giochi che hanno un passato e anche un presente di successo, mentre CS ha fatto meno successo.

Io spero che lo scenario italiano migliori su questo gioco, ma bisogna anche contare che il gioco è uscito da un po’ e noi che giochiamo abbiamo tanti anni di esperienza e di gioco continuo e purtroppo c’è pochissimo ricambio con player giovani. Grazie a molte iniziative, come il torneo di ESL, la scena si sta animando, ma non possiamo basare una carriera su un torneo l’anno. Rispetto agli anni passati c’è qualche persona in più, e la qualità si è alzata anche grazie all’arrivo di player stranieri, però anche questi player non sono parte integrante dello scenario italiano: gli stranieri di talento che ci sono qui da noi possono ricevere da un momento all’altro un contratto grosso ed andarsene, anche se in questo momento aiutano la scena ad avere una qualità maggiore.

Secondo te ora il titolo CounterStrike: Global Offensive di cosa ha bisogno? Si tratta di un gioco completo e pulito anche per un casual player?

Possono inventarsi qualcosa che catturi l’attenzione a livello di game mode, ma alla fine il CS:GO che conosciamo è sempre quello, la modalità che ha reso il titolo quello che è rimane sempre la solita. CS, purtroppo, non è un gioco che si presta molto al casual player, fermo restando che puoi giocare cosa vuoi ma comunque CounterStrike nasce un gioco competitive, ha questa caratteristica innata che non può essere alterata. Il gioco è migliorato molto rispetto al passato, e comunque i dev ad ogni aggiornamento cambiano il bilanciamento ed il metagame del gioco, rendendolo sempre diverso. Arrivano mappe nuove, strategie… pensa all’AUG, ha dato una potenza dal lato CT per equilibrare il loro svantaggio, è come un AWP portatile che va però a raffiche. Secondo me il gioco è in ottima forte, anche se si potrebbe ottimizzare ancora le connessioni: giocando dall’Italia sembra sempre di perdere pacchetti, ma salvo questo il titolo è in un ottimo stato ora come ora. Ovviamente CS rimane un gioco non mainstream ma dedicato a chi vuole tryhardare ed impegnarsi, non raggiungeremo mai i numeri di Fortnite ma possiamo impegnarci per raggiungere i risultati esportivi che si vedono all’estero, perché non è possibile che Francia e Germania abbiano il quadruplo di giocatori e di tornei, mentre noi siamo relegati ad un torneo l’anno. Io spero che in un domani le persone possano avvicinarsi al titolo e questo devono capirlo anche gli organizzatori, anche perché non si può lasciare i pro inattivi per cinque o sei mesi. Io personalmente non partecipo ad un torneo da quattro mesi, e dopo un po’ molte persone perdono la motivazione a giocare, comprensibilmente. Meglio tornei più piccoli ma più vicini, come delle piccole Cup, perché poi la scena si arresta e i giocatori si allontanano.

L’ex lineup dei Rising Note, ora passato in maggioranza sotto i Cyberground Gaming
Ma parliamo anche di voi nello specifico. Quale è la vostra storia in Cyberground?

Io arrivo dai Rising Note con i quali ho giocato le finali EVC a Milano. Quando Ricky (Ricky93pa, ex CEO dei Rising Note e ora Assistant CEO dei Cyberground, n.d.r.) è arrivato in Cyberground e ha proposto al team di CS:GO di seguirlo. L’abbiamo fatto volentieri, ed ora inizia il nostro cammino con questo nuovo team, mantenendo comunque il nostro posto nel torneo ESL.

Il vostro lineup ha subito cambiamenti notevoli negli ultimi mesi. Ora come ora quale è il vostro punto di forza?

Noi puntiamo su un core di player storici e di grande esperienza. Abbiamo Biohazard, un giocatore che ha partecipato addirittura alla FPL, unico italiano nella storia del nostro paese a prendervi parte, e poi abbiamo Cody che è stato scoperto nelle PUG e che abbiamo preso immediatamente perché ha dimostrato un grande talento per il gioco. Ora abbiamo anche acquisito due player stranieri, che sono giocatori del calibro di Biohazard che hanno partecipato alla FPL. Abbiamo Kalinka, un giocatore molto capace dalla Lituania che ha militato anche nei NaVi, e Derciak.

Quest’anno il vostro lineup promette bene, sia per il nostro paese che per l’estero. Quali sono i vostri obiettivi per il 2019?

Innanzitutto vogliamo arrivare alla fase finale del torneo italiano perché, per quanto può essere scontato, se tutto rimane come l’anno scorso solamente due team accederanno alla finalissima. Abbiamo la regular season, poi i playoff ed infine la LAN. Noi, a nostro tempo, siamo stati criticati per aver portato dei player stranieri in Italia perché avere dei giocatori stranieri aiuta molto, ma ora ci sono altri due team che hanno degli stranieri nella loro rosa. Quest’anno, quindi, la competizione è molto più difficile, ma puntiamo ad arrivare e a vincere la finale LAN perché abbiamo ottime possibilità. Ovviamente saranno tutti scontri molto difficili: anche contro i Gamezone, che ci avevano battuto in finale, abbiamo vinto in una competizione online. Anche qui la differenza si fa sentire: i player stranieri sono molto più abituati al gioco LAN, ed è probabile che anche questo influenzerà i risultati della prossima stagione di ESL Italia Championship.

Una nuova stagione competitiva tutta italiana è in arrivo su CS:GO; le statistiche sembrano migliorare anche per quanto riguarda gli appassionati nel nostro paese, quindi possiamo sperare in una rinascita di CounterStrike, sia come gioco che come esport, anche qui in Italia.

Gabriele "theGabro" Colombi

Nerd. Amante di giochi e videogiochi, Gabriele spende la sua infanzia tra un monitor e una console, e all'università scopre il fantastico mondo degli eSport. @theGabro_ su Twitter.

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