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Sykov estremamente OP se usate in Akimbo: per DrDisRepsect “è come giocare in una mode a tempo limitato”

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Nel corso del weekend le pistole Sykov hanno effettivamente dimostrato di essere delle armi rotte e sbilanciate, e come tanti esperti temevano si stanno già delineando le prime discussioni attorno alla loro eccessiva potenza.

Per alcuni professionisti il meta delle Sykov sarebbe già frustrante quanto quello del DMR, una situazione che purtroppo tende a ripetersi nel tempo quando si parla di armi e dei loro bilanciamenti su Warzone…e difatti non sono passati nemmeno 2 giorni da quando sono state rilasciate queste pistole che Acti ha già annunciato una nuova tornata di nerf.

Come anticipato dalla stessa Raven infatti, entro l’inizio della season 3 assisteremo sia al nerf delle Sykov che a quello per M16 e FFAR, indubbiamente le due armi al momento più giocate insieme alle suddette pistole.

Per tutta la prima parte dell’articolo, ed anche nel titolo, abbiamo parlato delle Sykov al plurale perché se giocate in doppio, grazie al perk Akimbo, queste armi ottengono ancor più competitività…al punto da mettere a repentaglio il gameplay e l’esperienza di gioco negli scontri molto ravvicinati.

Per ottenere queste armi in akimbo (ricordiamo che per sbloccare la pistola dovremo abbattere 4 nemici in 5 partite diverse usando una normale pistola), bisognerà prima raggiungere il livello arma 32, e poi superare una sfida per la quale dovremo abbattere 3 nemici in 5 partite diverse usando la Sykov singola impreziosita dal perk Mo’Money (che non ci offre alcun beneficio a livello di gioco, ma soltanto un bonus all’esperienza).

Fatto questo, potremo passare dalla parte più “odiata” della barricata dei giocatori di Warzone, andando quindi a sfoggiare su Verdansk le nostre due devastanti Sykov: ricordatevi però che i nerf dovrebbero sopraggiungere entro una settimana o poco più, e tutto il lavoro fatto per ottenere queste due armi in akimbo potrebbe andare del tutto sprecato.

Sull’argomento Sykov si è recentemente espresso anche il celebre DrDisRespect, che in un video sul suo canale You Tube ha prima affermato che al momento Warzone sembra caratterizzato da una modalità “a tempo limitato”, considerato quanto le Sykov “distruggano” e rendano assolutamente unica l’esperienza di gioco, ed ha poi detto la sua riguardo a delle potenziali soluzioni per la situazione.

Invece di prendersela direttamente con le armi, questa volta il Doc ha preferito concentrarsi sull’aspetto immediatamente speculare alla potenza di fuoco di fucili e pistole…ovvero la vita dei personaggi. Secondo DrDisRespect bisognerebbe trovare il modo per “aumentare” i punti ferita dei personaggi, magari permettendogli di inserire ancor più piastre di quante non se ne possano aggiungere in questo momento.

L’opinione di DOC

Dal nostro punto di vista, seppur interessante la proposta di DrDisRespect non potrebbe mai trovare spazio su Warzone, perchè la vita dei personaggi va già assolutamente bene cosi  come si presenta oggi. Il lavoro che Acti dovrebbe certamente “migliorare” e “potenziare” e quello legato al testing delle nuove armi, PRIMA che queste vengano aggiunte al gioco.

Possibile che nessuno in Activision abbia notato che in akimbo le Sykov avevano un TTK di poco più di due decimi di secondo? Ed ancora…nessuno ha notato che il TTK di queste armi è tremendamente più basso anche di fucili già ritenuti “OP” e nerfati (pensiamo proprio al FFAR, ad esempio)?

Sperando che le modifiche possano presto regalarci un meta di Warzone più stabile ed equilibrato (e soprattutto meno vittima di singole armi specifiche) ma, nell’attesa, forse è meglio lucidare la propria Sykov dall’armeria…non si sa mai…

Cosa ne pensate community?
La discussione, come sempre, è aperta!

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Marco "Stak" Cresta

Sono un appassionato di videogiochi fin da quando ne abbia ricordo e credo nella bontà del progresso che scaturirà grazie agli eSports anche a livello sociale. L'altra mia grande passione è da sempre stata l'attualità e la storia, motivo per il quale ho concluso il mio percorso di studi con la laurea in Scienze Politiche nell'Università calabrese di Cosenza.

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