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Ban dei cheater su Warzone: alcuni pro dicono che non basta; diversi i giocatori che si dichiarano “innocenti”

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Ban Warzone – Come spesso accade dopo delle pesanti ondate di ban non sono mancate nemmeno in questa occasione le dichiarazioni di innocenza di molti dei giocatori colpiti. Sia nella community italiana che in quella internazionale si sono presto alzate numerose voci di giocatori che si sono sentiti ingiustamente esclusi dal gioco, tra l’altro con la bruttissima accusa di essere degli imbroglioni.

Non avendo praticamente alcuna prova a supporto dei giocatori autodefinitisi innocenti, riportiamo solo per dovere di cronaca il fatto che siano stati diversi quelli a lamentarsi del ban; d’altro canto è pure abbastanza ovvio pensare che i giocatori esclusi dicano e facciano di tutto per dimostrare la loro innocenza (anche laddove non c’è).

Quello che però ad alcuni esperti e professionisti non è piaciuto, è il fatto che l’aggiornamento di ieri (troverete qui i dettagli) ha sostanzialmente introdotto solamente il ban di molte migliaia di account, ma non ha apportato alcuna significativa modifica (almeno da quello che è stato detto ufficialmente da Activision) al sistema anti-cheat, su cui abbiamo solamente letto un generico “nuovi aggiornamenti per il sistema anti-cheat sono in arrivo”.

Fermo restando che questo sia assolutamente vero, e che nei prossimi giorni scopriremo meglio come Acti ha intenzione di proseguire la sua guerra agli imbroglioni, alcuni PRO (in questa occasione rappresentati da Wicked Good) hanno comunque fatto notare che i 60 mila account cancellati possono, purtroppo, essere facilmente sostituiti con altri 60 mila nuovi account carichi di cheat.

Non è quindi solamente importante identificare ed eliminare gli account che utilizzano i cheat, ma anche trovare la soluzione per far si che questi programmi restino fuori dal gioco a prescindere, di fatto andando a rendere impossibile l’installazione dei cheat ai giocatori che scelgono di utilizzarli.

Ovviamente non sono stati solo questi i feedback degli utenti sulle novità pubblicate ieri, con la maggior parte dei professionisti che hanno invece salutato con grande entusiasmo la notizia del ban dei 60K giocatori. Vediamo ad esempio Vikkstar (lo stesso che ha abbandonato Warzone proprio a causa dei cheaters), ma anche Drift0r, che hanno descritto la decisione di Activision come “il primo passo” verso una nuova, e questa volta giusta, strada.

Post Vikkstar

Post Drift0r

Voi cosa ne pensate community?
La discussione, come sempre, è aperta!

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Marco "Stak" Cresta

Sono un appassionato di videogiochi fin da quando ne abbia ricordo e credo nella bontà del progresso che scaturirà grazie agli eSports anche a livello sociale. L'altra mia grande passione è da sempre stata l'attualità e la storia, motivo per il quale ho concluso il mio percorso di studi con la laurea in Scienze Politiche nell'Università calabrese di Cosenza.

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