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Activision svela: bannati da Warzone e Cold War 350 mila razzisti/toxic player!

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Razzisti e Toxic Player fuori da Warzone – Activision ha pubblicato un interessante rapporto all’interno del quale viene chiarito in modo molto netto quali sono stati gli interventi degli sviluppatori per rendere meno “tossico” l’ambiente di gioco all’interno del suo Call of Duty.

Spesso ci ritroviamo qui a parlare delle numerose ondate di ban che riguardano cheaters ed exploiters, ma in questo specifico caso andremo a riportare gli esiti di una tornata di ban decisamente diversa, ma non per questo meno importante.

Stiamo parlando dei Toxic Player, ovvero di quei giocatori che riempiono di “tossicità” l’aria che respiriamo su Warzone e Black Ops attraverso insulti, comportamenti scorretti ed evidenti mancanze di rispetto. Questi giocatori fanno molto male all’ambiente di gioco, ed è quindi normale che un publisher si preoccupi di rendere “inoffensive” queste persone.

Il miglior modo di agire in questi casi è allontanando dalla community i membri ritenuti “tossici”, e notiamo con grande soddisfazione che solo nell’ultimo anno il numero di account permanentemente bannati per insulti/offese/razzismo sono state ben 350 mila!

Gli sviluppatori hanno quindi presentato un rapporto riportando i numeri relativi agli interventi, ed hanno anche aggiunto che sono stati implementati sul gioco dei nuovi filtri sia alla scelta del nome che sulla chat (il programma monitora fino ad 11 lingue diverse), che servono a monitorare eventuali situazioni di bullismo o di intolleranza all’interno del gioco.

I giocatori di Call of Duty ora hanno la prova che Activision sia attiva anche su questo fronte, con il “Ban Hammer” che è pronto a colpire in ogni momento per tenere la situazione su Warzone e nel Multiplayer il più equilibrata e “positiva” possibile.

Cosa ne pensate community? Siete soddisfatti di questo pugno duro di Activision contro razzisti e discriminazioni di ogni tipo?
La discussione, come sempre, è assolutamente aperta!

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Marco "Stak" Cresta

Sono un appassionato di videogiochi fin da quando ne abbia ricordo e credo nella bontà del progresso che scaturirà grazie agli eSports anche a livello sociale. L'altra mia grande passione è da sempre stata l'attualità e la storia, motivo per il quale ho concluso il mio percorso di studi con la laurea in Scienze Politiche nell'Università calabrese di Cosenza.

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