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20000 hackers bannati da Warzone: tutto pronto per la Beta di CW

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Hackers Warzone – L’incubo delle partite rovinate dai cheaters o da imbroglioni di varia natura è un qualcosa di estremamente attuale in tantissimi titoli esports, specialmente in quelli del tipo “sparatutto” e Battle Royale.

Ogni azienda cerca come può di contenere questo fenomeno estremamente negativo, e nel corso degli anni abbiamo visto i publisher prendere decisioni più o meno drastiche, ottenendo risultati che spesso hanno lasciato a desiderare e che non hanno sortito l’effetto sperato.

Call of Duty Warzone non è assolutamente immune da questo problema, ed Activision Blizzard si è dovuta preoccupare di questa vera e propria “piaga” fin dal primo giorno di rilascio del celebre Battle Royale ambientato nella mappa di Verdansk.

Negli ultimi giorni sono però giunte delle notizie molto positive da questo fronte, con Activision che ha fatto sapere di aver permanentemente rimosso da Call of Duty circa 20.000 account “hackers” di Warzone (fonte: Vice), bannati perché utilizzavano programmi e cheat assolutamente non consentiti e vietati.

Un durissimo colpo alla popolazione di giocatori imbroglioni di COD, con tutti gli altri che possono finalmente tirare un sospiro di sollievo (ma questo non deve assolutamente far abbassare la guardia da parte di Acti). Speriamo che nella guerra ai cheaters di Call of Duty si riesca a fare un ulteriore passo in avanti, specialmente ora che la prima beta del nuovo Black Ops è dietro l’angolo (la fase di test inizierà ufficialmente, per i soli utenti PS4, a partire dal prossimo 8 Ottobre).

Cosa ne pensate community? Avete registrato qualche cambiamento nelle vostre partite classificate in questi ultimi giorni?
La discussione, come sempre, è aperta!

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Marco "Stak" Cresta

Sono un appassionato di videogiochi fin da quando ne abbia ricordo e credo nella bontà del progresso che scaturirà grazie agli eSports anche a livello sociale. L'altra mia grande passione è da sempre stata l'attualità e la storia, motivo per il quale ho concluso il mio percorso di studi con la laurea in Scienze Politiche nell'Università calabrese di Cosenza.

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