Lo Streamer WeLoveGames abbandona COD: “campagna offensiva per i russi”

Condividi su WhatsApp  WhatsApp

Le prime polemiche tra Call of Duty e la community russa si erano consumate già la scorsa settimana, quando venne comunicato che il Play Station Store russo non avrebbe venduto il nuovo Modern Warfare proprio a causa della storia presente nella campagna.

Durante la serata di ieri però, la discussione inerente la campagna del gioco, e la rappresentazione che questa fa di parte del popolo russo, è piombata nella diretta streaming di WeLoveGames, giocatore russo che stava provando il nuovo titolo Activision pubblicato solamente pochi giorni fa.

Call of Duty: Modern Warfare è stato bannato dal PS Store russo!

Durante una scena della campagna infatti, si possono vedere dei corpi impiccati ed appesi al centro di una cittadina, una rappresaglia condotta da parte di soldati russi nella fittizia regione dell’Urzikstan. Già, una regione fittizia, perché proprio per evitare problemi di natura politica il publisher aveva preferito inventare di sana pianta lo stato “teatro” della campagna, invece di utilizzarne uno realmente esistente.

Questa cosa però non deve evidentemente essere bastata, e durante la diretta WeLoveGames ha deciso di chiudere il gioco commentando: “non è bello quando la politica entra nei videogiochi” ed ha poi proseguito “avrebbero potuto semplicemente parlare di amici e nemici, o di terroristi ed anti-terroristi senza dover specificare che i nemici erano i russi”.

Il video

La vicenda ha catturato velocemente l’attenzione di molti, con alcuni giocatori che hann commentato l’azione di WeLoveGames come eccessiva, e con altri che hanno invece appoggiato lo streamer, ed hanno affermato che negli anni continua l’attacco della cultura occidentale nei confronti di quella russa, laddove i russi sono visti come il male supremo o il nemico da sconfiggere (atteggiamento che era molto diffuso durante gli anni della Guerra Fredda nei confronti di quella che allora era l’Unione Sovietica).

Voi cosa ne pensate community? Credete che le lamentele di WeLoveGames siano giuste? O avrebbe potuto sorvolare su questa vicenda?
La discussione, come sempre, è aperta!

Marco "Stak" Cresta

Sono un appassionato di videogiochi fin da quando ne abbia ricordo e credo nella bontà del progresso che scaturirà grazie agli eSports anche a livello sociale. L'altra mia grande passione è da sempre stata l'attualità e la storia, motivo per il quale ho concluso il mio percorso di studi con la laurea in Scienze Politiche nell'Università calabrese di Cosenza.