La storia di Black Ops 6 si svilupperà subito dopo Black Ops 2

La storia di Black Ops 6 si svilupperà subito dopo Black Ops 2

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All’interno dello speciale dedicato al nuovo Black Ops 6, abbiamo quindi finalmente avuto conferma che tutta la storia del nuovo titolo ruoterà attorno all’epoca degli anni 90.

Saremo quindi nel bel mezzo dei primissimi anni “post guerra fredda” (ammesso che sia mai “finita”, ndr), al centro di un’intricatissima rete di legami e tradimenti che ci porterà alla “ricerca” della talpa infiltrata nei servizi.

A livello temporale invece, considerato i titoli “canonici”, la storia di Black Ops 6 riprenderà in sostanza “poco dopo” Black Ops 2, e molti anni prima dell’ambientazione di Black Ops 3 e 4.

Black Ops 6: anno 1991 – La storia

La campagna di Black Ops 6 è stata sviluppata da Raven Software con il supporto di Treyarch. Preparati a vivere un’appassionante e adrenalinica spy story ambientata nei primi anni 90, dopo gli eventi di Black Ops Cold War, in cui non puoi mai sapere di chi fidarti, né cosa sia reale o meno. Poiché la campagna prende il via negli anni successivi alla Guerra Fredda, i fan di lunga data capiranno al volo che questo periodo di tempo si ricollega direttamente ai flashback negli anni 80 visti in Black Ops 2, le cui conseguenze pesano ancora molto sui nostri eroi.

La campagna di Black Ops 6 si svolge in un periodo di grandi tumulti e cambiamenti. L’Unione Sovietica si è dissolta dopo la caduta del Muro di Berlino e la fine della Guerra Fredda. Gli Stati Uniti sono l’unica superpotenza rimasta. La Guerra del Golfo è su tutte le prime pagine. Un clima di crescente sfiducia nel governo emerge chiaramente nella musica, in TV e in generale nella cultura pop dell’epoca.

Un groviglio di attività illecite, operazioni clandestine e missioni non ufficiali diventa il fulcro di una storia avvincente in cui nessuno sa di chi può fidarsi. Questo è il ritorno di Black Ops.

Rinnegati e fuggiaschi: i personaggi della campagna

Black Ops 6 racconta una storia sfaccettata e a tinte forti in cui ai protagonisti dei precedenti Black Ops si uniscono personaggi inediti, tutti uniti dalla figura del veterano Frank Woods. Nel corso della campagna, Woods appare sotto una luce diversa in seguito alla traumatica ferita infertagli da Raul Menendez. Ha dovuto farsi da parte e adeguarsi a un nuovo ruolo all’interno della CIA.

Troy Marshall, il suo protetto, si è fatto una certa reputazione sul campo. Marshall è un leader metodico dai saldi principi morali. Focalizzato com’è sul superamento delle avversità, e con una testardaggine che spesso rasenta l’imprudenza, non sorprende che Marshall abbia così tanto in comune con Woods. Lavorano entrambi per un altro volto nuovo di Black Ops 6, la coordinatrice della CIA Jane Harrow. Si tratta di una donna carismatica, coraggiosa e brillante che sa gestire al meglio i rapporti tra i membri dell’agenzia.

L’abilità con cui Woods lavora nell’ombra è sempre stata preziosa e apprezzata, pur con qualche malumore, dalla CIA. E Marshall sa compiere scelte difficili sul campo, consapevole della fiducia che Harrow che ripone in lui. Tuttavia, quando un’operazione non va come previsto, Woods e Marshall vengono sospesi e si ritrovano costretti alla fuga…

Ben presto capiscono che devono fidarsi l’uno dell’altro per far luce sulla vicenda, ricorrendo a risorse ben diverse da quelle usate abitualmente. Così iniziano a mettere insieme un nuovo team di agenti rinnegati, e le prime due reclute sono il genio dell’informatica Felix Neumann e la misteriosa assassina Sevati Dumas.

A questo gruppo di vecchie e nuove conoscenze si aggiunge una vera e propria leggenda vivente: il famigerato Russell Adler! Impossibile dire a chi sia realmente fedele o quali siano le sue motivazioni, al punto che questo ex alleato potrebbe benissimo diventare un nemico mortale.

Aree operative e campi di battaglia

La varietà delle missioni è centrale nel mondo segreto e corrotto di Black Ops 6. Raven Software ha progettato missioni tutte diverse che richiedono approcci e metodi di esecuzione molto specifici.

Per esempio, in una missione devi infiltrarti in vecchie fognature sotto un lussuoso casinò dell’Europa meridionale, e queste catacombe sono soltanto una delle molteplici località che richiedono un approccio furtivo. Tra le grida strozzate dei nemici e il rumore sordo dei loro corpi che stramazzano a terra, devi uscire dalle fogne e riposizionarti tatticamente per ripulire il caveau del casinò. Altre zone prevedono battaglie su vasta scala, come un assalto in massa contro un palazzo nel deserto iracheno.

La campagna di Black Ops 6 si focalizza sui diversi metodi che puoi impiegare per vincere e sulla rigiocabilità delle missioni, lasciandoti ampia libertà nel decidere come affrontarle. Questo vale anche per i combattimenti, ma influisce perfino sulle conversazioni disponibili: i personaggi possono dialogare, scambiarsi attrezzature e interagire tra loro con esiti molto diversi, spesso sulla base di scelte che hai compiuto in precedenza.

Esiti su cui anche il tuo approccio ai numerosi ostacoli ambientali può incidere profondamente. Black Ops 6 ti cala nel contesto storico con interazioni e attrezzature realistiche, dallo scassinamento all’hackeraggio di computer, passando per l’immissione di codici e altri enigmi.

La vasta gamma di gadget tipici degli anni 90 aumenta l’immersività e si aggiunge agli oggetti d’equipaggiamento tattico e letale specifici per la campagna, utili per aumentare (o in certi casi ridurre) l’intensità dell’azione. A oggetti mai visti prima si affiancano attesi ritorni dall’universo di Black Ops, come la classica macchina telecomandata RC-XD (Remote-Controlled Explosive Device) imbottita di esplosivo. Oppure puoi piazzare una trappola tranquillante che soffoca i nemici circostanti. Lo stimolante adrenalinico è perfetto per sorprendere i nemici con un atterramento brutale. Abbatti un nemico lanciando un coltello guidato che non può mancare il bersaglio. In alternativa, puoi sempre paralizzare i nemici con un dispositivo che emette scariche elettriche.

Questi pochi esempi bastano a farsi un’idea di quanto sia profondo il gameplay della campagna. Ma queste missioni dove porteranno i membri del team Black Ops rinnegato?

Si aprono le porte del maniero

Dopo ogni missione della campagna fai ritorno nella tua base operativa, ricavata in un remoto e fatiscente maniero in cima a una scogliera di granito e affacciato su un mare burrascoso. Questo straordinario edificio garantisce maggiori possibilità di esplorazione e sviluppo dei personaggi rispetto al rifugio berlinese visto in Black Ops Cold War. Curiosamente, questo nuovo rifugio ha una storia segreta: usato come sito segreto dal KGB negli anni 50 e 60, è stato abbandonato per circa 30 anni prima dell’arrivo del team.

Puoi servirti liberamente di questa imponente dimora per le tue operazioni clandestine, con il vento e le onde che ne scuotono di continuo i muri di pietra. Allenati nel poligono di tiro ricavato nei giardini, scopri i segreti celati nelle stanze sotto naftalina e ricevi nuove direttive dal brusco sergente maggiore Frank Woods, che risiede qui dopo essere rimasto ferito gravemente in azione. Quando hai finito di esplorare, consulta la bacheca degli indizi, che rispetto a quella di Black Ops Cold War fornisce informazioni aggiuntive e briefing sulle missioni integranti con il rifugio. Qui puoi avere una panoramica sulla campagna, approfondire le singole missioni e analizzare gli indizi raccolti durante le passate operazioni. La bacheca degli indizi è il tuo strumento per pianificare nuove tattiche, tentare di risolvere gli enigmi disseminati nella storia e decidere come proseguire verso la vittoria finale.

Seguiranno certamente aggiornamenti. Restate collegati con Powned per non perdere neanche un singolo speciale dedicato al nuovo Black Ops 6.

  • Articolo realizzato in collaborazione con la community di riferimento di Warzone d’Italia (Facebook)

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Call of Duty spedisce una postazione per la Nazionale a Coverciano al CT Spalletti!

Call of Duty spedisce una postazione per la Nazionale a Coverciano al CT Spalletti!

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14/06/2024 16:32 di Marco "Stak" Cresta
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Speciale Nazionale & Coverciano – Un’altra chicca assolutamente superba per il team marketing di Call of Duty, che ha deciso di cavalcare le recenti dichiarazioni “boomerine” di Luciano Spalletti, spedendo una postazione di gioco direttamente alla Nazionale.

Come certamente saprete, il CT Spalletti non è mai stato un grande “sostenitore” del mondo del gaming, ed ha più volte ribadito che, nei ritiri della sua Nazionale, non ci devono essere console e videogiochi. Le ragioni, tremendamente “boomer”, sarebbero da ricondurre al fatto che giocando alla PlayStation non si socializzerebbe abbastanza…

Evidentemente Spalletti non ha mai fatto in vita sua una “lannata”, e  non sa neanche che la Nazionale del 2008, l’ultima italiana ad aver vinto un mondiale, giocavano frequentemente alla PlayStation durante i ritiri e nei pochissimi momenti di svago al mondiale.

In Activision hanno quindi saputo di queste “prese di posizione” del CT, ed hanno deciso di controbattere nel miglior modo possibile… Con un bel “guanto di sfida”…

Call of Duty spedisce una postazione alla Nazionale a Coverciano ed al CT Spalletti 

 

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Nelle scorse ore è stata quindi fatta recapitare fuori dalla sede di Coverciano della Nazionale una vera e propria postazione con Call of Duty, con il seguente messaggio: “Missione Coverciano: abbiamo fatto una consegna speciale… al nostro Commissario Tecnico. Servirà la massima concentrazione sul campo e vogliamo evitare che i calciatori facciano le ore piccole giocando a Call of Duty. Sarà il Mister ad avere il pieno controllo sulla postazione gaming. Forza Ragazzi!”.

Una mossa geniale, che ci ha regalato qualche minuto di pura estasi. Chissà se questa dichiarazione d’amore personalizzata per gli azzurri servirà a far un po’ “ammorbidire” il “severo” CT…

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Black Ops 6, qui la lista con le nuove armi in arrivo

Black Ops 6, qui la lista con le nuove armi in arrivo

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13/06/2024 18:31 di Marco "Stak" Cresta
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Pur mancando ancora più di due mesi al COD Next che ci rivelerà molte delle novità di Black Ops 6, è già possibile stimare una prima lista con alcuni dei contenuti sicuramente in arrivo.

Tra queste vi sono ad esempio le armi, alcune delle quali sono già state “riconosciute” o già annunciate dal team di sviluppo di Activision…

Fermo restando che tutte le armi di MW2 e tutte quelle di MW3 saranno disponibili nell’armaiolo di Warzone anche una volta rilasciato BO6, al momento sembrano essere note almeno 6 nuove armi.

Di queste, 2 sono state protagoniste in altri titoli del passato di COD, come i Modern Warfare o i Black Ops della prima era di Warzone… Stiamo parlando del fucile d’assalto XM4, e del fucile di precisione SVD Dragunov.

Il primo è stato un indiscusso protagonista dell’era Black Ops, quando i giocatori di Warzone lo utilizzavano sia come AR da corta distanza, che da fucile long range dotato di ottica 3X. Anche il Dragunov ha avuto il suo periodo di gloria nel meta di gioco, specialmente prima dell’inizio del “dominio” del Kar98k.

warzone long range owen
Il devastante XM4
Il Dragunov nel suo formato standard e più conosciuto

La lista delle armi di Black Ops 6

  • Jackal PDW
  • XM4
  • Marine Shotgun
  • Kompact 92
  • SVD
  • 9MM PM

Restano poi la Jackal PDW (probabilmente una piccola SMG), il Marine Shotgun, il Kompact 92 e la 9MM PM, l’ultima presumibilmente una pistola semiautomatica.

Non appena saranno disponibili, non esiteremo a pubblicare nuovi e più dettagliati aggiornamenti. Restate sintonizzati con Powned per non perdere neanche un update dedicato a Black Ops 6.

  • Articolo realizzato in collaborazione con la community di riferimento di Warzone d’Italia (Facebook)

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I devs confermano: gli sniper di Black Ops 6 saranno “one shot” già dal busto

I devs confermano: gli sniper di Black Ops 6 saranno “one shot” già dal busto

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13/06/2024 17:14 di Marco "Stak" Cresta
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Speciale Sniper – Mediante un’intervista pubblicata una manciata di giorni fa su VentureBeat, i devs di Activision hanno fornito alcune importanti novità che riguardano Black Ops 6.

Nello specifico, gli sviluppatori di Treyarch (studio che “dirige” i lavori sul nuovo COD) hanno rassicurato gli amanti della classe sniper che il futuro sarà molto “positivo” per il loro gameplay.

Con il nuovo Black Ops 6 infatti, tutti i fucili da cecchino avranno la capacità di “oneshottare” i bersagli, se colpiti alla parte alta del bersaglio (quindi torso, spalle, collo e testa).

La precisa dichiarazione dell’associate design director di Treyarch Matt Scronce è stata: “[…] Nel multiplayer di Black Ops 6, ad esempio, tutti i nostri fucili di precisione sono one shot se colpiscono il torso o la parte più in alto del bersaglio.

Con Black Ops 6 gli sniper del multiplayer saranno tutti one shot dal busto a salire

Non sappiamo purtroppo quale destino andrà a caratterizzare gli sniper di Warzone, ma vista la recente introduzione del fortissimo Kar98K (che oneshotta, seppur entro certe distanze), e viste le intenzioni dei devs di “potenziare” gli sniper in multiplayer, ci sono buone possibilità che gli sniper one shot proseguano anche nell’era Black Ops 6 di Warzone.

Le notizie ed i dettagli più succosi sulla questione comunque non tarderanno ad arrivare… Specialmente se si considera che durante il Call of Duty Next del 28 Agosto avremo la definitiva presentazione ufficiale del nuovo Black Ops 6.

Voi cosa ne pensate community? La discussione, come sempre, è assolutamente aperta!

  • Articolo realizzato in collaborazione con la community di riferimento di Warzone d’Italia (Facebook)

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