DICE sui bot in multiplayer su Battlefield 2042: “serviranno a rendere migliore l’esperienza di gioco”

DICE sui bot in multiplayer su Battlefield 2042: “serviranno a rendere migliore l’esperienza di gioco”

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BOT Battlefield – Gli sviluppatori di Battlefield 2042 hanno rilasciato diverse interessanti informazioni nel corso della giornata di ieri, che ci servono a capire un pochino più nel dettaglio quanto imponenti saranno gli “spazi” del nuovo gioco.

Infatti, oltre ad aver mostrato quanto più grandi saranno le nuove mappe di BF, e dopo aver fatto una rapida anteprima su quelli che saranno i personaggi presenti, i devs hanno anche fornito degli interessanti spunti riguardo al già discussissimo argomento dei “bot“, ovvero dei soldati controllati dall’intelligenza artificiale che serviranno a dare supporto ai giocatori impegnati in multiplayer.

Come? Gli sviluppatori hanno chiarito che nelle sfide in multiplayer l’utilizzo dei bot, o come vengono chiamati da DICE “AI Soldiers“, sarà limitato unicamente all’andare a coprire eventuali giocatori disconnessi o che hanno abbandonato la lobby, cosi da non s bilanciare mai troppo l’esito di una sfida a favore di una o dell’altra squadra, ma soprattutto anche per prevenire sensazioni di “solitudine” nei giocatori impegnati in partita.

Mappe di Battlefield 2042 più grandi rispetto alle vecchie, e poi bot per rimpiazzare i giocatori! Non mancano però le prime critiche

Questo perchè secondo DICE le mappe sarebbero talmente grandi da rischiare di lasciare eccessivamente soli e sperduti alcuni giocatori, nei casi ovviamente in cui la lobby non sarà piena e completa.

Cosi, non appena un player si disconnetterà verrà inserito al suo posto un BOT, in grado di fare kill (anche se non immaginiamo minimamente quanto “forti” saranno questi personaggi) e di far sprecare colpi ai nemici intenti a mandarli al tappeto.

I bot di Battlefield 2042 saranno quindi di almeno tre tipi, e rispettivamente:

  • Multiplayer – ovvero i bot che serviranno a “fillare” le lobby
  • Co-Op – sarà possibile giocare anche con un amico in co-op contro questi soldati controllati dall’IA
  • Solo – questa è la grande novità, perchè potremo utilizzare i BOT anche per giocare da soli (contro quindi solamente personaggi controllati dal pc), cosi da allenarci prima di andare a lottare in PVP

I devs sono convinti che questo tipo di aggiornamento renderà il gioco molto più fruibile, e garantirà una migliore esperienza di gioco a tutti i partecipanti.

Inutile dire che la cosa ha prodotto già le prime lamentele/critiche, ma siamo sicuri che una volta viste le reali potenzialità di questo strumento le parole dei devs assumeranno tutto un altro significato.
Non ci resta che attendere comunque, e sperare che ulteriori novità sull’argomento non tardino ad arrivare.

Cosa ne pensate community?
La discussione, come sempre, è assolutamente aperta!

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Battlefield 2042 abbandonato anche dagli sviluppatori, il ”rivale” di Warzone pensa ai progetti futuri

Battlefield 2042 abbandonato anche dagli sviluppatori, il ”rivale” di Warzone pensa ai progetti futuri

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Gli sviluppatori di casa DICE hanno ufficialmente annunciato che abbandoneranno ufficialmente i lavori per quello che riguarda la modalità che a detta di molti avrebbe dovuto rivoluzionare il mondo del Battle Royale, ma che in realtà si è alla fine dei conti rivelato un fiasco clamoroso.

Nel bene o nel male l’ultima produzione di DICE è ufficialmente passata alla storia come uno dei progetti più fallimentari dell’ultimo decennio, con vendite decisamente sottotono rispetto al budget investito per lo sviluppo ed i costi di manutenzione, che per un titolo tripla A sono sempre altissimi.

Proprio a causa di questo doloroso fallimento, gli sviluppatori hanno deciso che abbandoneranno definitivamente Hazard Zone, la modalità BR di Battlefield 2042 che, un po’ rifacendosi al ”cugino” Warzone ed un po’ guardando ad altri titoli di successo, era stata prospettata come uno dei progetti più ambiziosi dell’anno.

Battlefield 2042 verso un abisso sempre più profondo, guardare a Warzone è il futuro?

Ad annunciare questa dolorosa decisione sono stati gli stessi sviluppatori del gioco in un recente Vlog (che potrete recuperare, nel caso foste interessati, CLICCANDO QUI). Quello che traspare dalle parole degli addetti ai lavori, è che Hazard Zone non ha trovato il suo posto giusto in Battlefield 2042.

“Trarremo grandi vantaggi dal lasciare che la nostra concentrazione e la nostra energia rimangano sulle modalità con cui vi vediamo più impegnati”, ha affermato Dice. “Oltre ad affrontare errori critici e comportamenti strani che potrebbero apparire in futuro, non stiamo più sviluppando attivamente nuove esperienze o contenuti per la modalità”.

Insomma, per ora rimane solo grande delusione. Che sia questo il punto di partenza per il prossimo futuro del franchise? Oppure la sua fine definitiva? Come al solito la discussione è aperta!

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SALE LAN di tutta Italia a rischio chiusura: una vergogna, ora serve la CLASS ACTION degli esports!

SALE LAN di tutta Italia a rischio chiusura: una vergogna, ora serve la CLASS ACTION degli esports!

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Nel corso della serata di ieri è iniziata un’operazione su scala nazionale rivolta contro le sale LAN italiane.

Importanti realtà della scena nazionale come Esport Palace, PC-TEKLAB o WEArena, sono state rivoltate e messe sottosopra, chiuse, ed in alcuni casi anche con i PC sotto sequestro. Agli amici dell’Esport Palace ad esempio, gli uomini delle Dogane e dei Monopoli hanno sequestrato 37 postazioni PC, con una sanzione amministrativa variabile dai 5 ai 50 MILA EURO per ogni singolo computer.

Quello in atto in questo momento, più che un’operazione dello Stato, inizia ad assumere le caratteristiche di un attacco mirato, e da tempo progettato, contro un intero settore.

Dopo il COVID, che ha tagliato le gambe di tantissimi giovani coraggiosi imprenditori italiani, ed i terribili venti di guerra che minacciano la sostenibilità di migliaia di attività in tutta l’Italia, ora arriva anche questa mazzata…

Questo è un momento devastante per il nostro settore.

Umiliato, martoriato e denigrato da una classe dirigente non adeguata, saldamente ancorata al passato, e ingiallita nell’animo.

Solamente la settimana scorsa sentivamo al TG1 parole del tutto sconclusionate e false sui videogiochi da parte del Senatore Andrea Cangini (che ha poi ritrattato sostanzialmente tutto nel corso dell’ottimo podcast condotto da Ivan Grieco, con una serie di epiche giravolte che hanno messo a nudo un pressapochismo allarmante).

Oggi scopriamo addirittura che le sale LAN possono essere utilizzate per “aggirare la normativa nazionale vigente in materia di gioco lecito“… Vergogna. “Shame on you” come direbbe qualche fiero millenials, questo vi meritate.

Come è possibile? Vi chiederete giustamente voi… Cerchiamo di fare chiarezza su cosa è accaduto, senza farci ubriacare troppo da commi e articoli legislativi.

Chiusura delle Sale Lan: cosa sta accadendo? 

La LED S.R.L. di Sergio Milesi ha presentato un esposto all’ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che ha fatto scattare un’operazione in tutta Italia. Al momento in cui scrivo questo aggiornamento, sembra che la cosa stia riguardando principalmente le regioni del nord, ma  gli amici delle sale lan di tutta Italia sono ora in allarme ed in forte apprensione.

L’accusa che viene mossa, è che i computer delle sale lan non siano “omologati” e quindi “illegali” per l’art 110 comma 7 del TULPS. Questo articolo recita che tutti i macchinari (come slot machine, biliardini o altri giochi appartenenti a 3 decenni fa) devono essere “dotati di dispositivi che ne garantiscano la immodificabilità delle caratteristiche tecniche e delle modalità di funzionamento e distribuzione dei premi”.

Capite bene che è impossibile pensare di rendere “immodificabile” un computer, cosi come è assurdo pensare che un videogame rimanga “immutato” nel corso della storia, visto che al giorno d’oggi ogni azienda seria rilascia infinite patch ed aggiornamenti, ogni giorno.

Per queste ragioni, molto banalmente, la legge in questione è inapplicabile, è del tutto illegittima. Tutta questa situazione sembra più il disperato tentativo di distruggere il mondo delle sale lan e del nuovo intrattenimento digitale. Questi signori sono spaventati da ciò che le sale lan e gli esports rappresentano. Noi siamo “il nuovo”, evidentemente una minaccia, per un’intera categoria di persone e di professionisti.

Per delegittimarci e intimorirci (ricordate la multa di quasi 90K che ci venne inflitta per un banale torneo gratuito di Hearthstone? Nel caso voleste rinfrescarvi la memoria), questi soggetti presentano esposti a delle procure del tutto inadeguate a svolgere un ruolo che sia garante per tutti. Le leggi sono vecchie, inapplicabili al mondo digitale. Come puoi pretendere l’omologazione di un computer come fosse una banale macchina mangia soldi?

Come si può pensare che la tecnica ed il software che alimentano un simulatore di Formula Uno, usato dalle stesse squadre come Ferrari o Mercedes, debbano rispettare la stessa omologazione di una schifosa slot machine?

Simulatori di guida e computer trattati alla stregua di slot machine e flipper

Sarebbe come pretendere che una macchina di formula uno avesse la targa, perchè sotto la giurisdizione dell’omologazione “stradale normale”. Una follia insomma. Una follia tutta italiana, Stato dove la mentalità boomers è dilagante oltre che linfa vitale di tutta la struttura burocratica.

Del resto anche Jacopo Ierussi, esport lawyer e Consigliere Federale con mandato affari legali di FIDE, ad una primissima richiesta di chiarimenti ci ha spiegato: “Ad una prima analisi, a mio avviso trattasi di proveddimenti illeggittimi che mettono sullo stesso piano situazioni dissimili e non equiparabili, specie laddove si accosti impropriamente l’esport al gioco d’azzardo.

Speciale SALE LAN, Alessio Cicolari (Esport Palace): “necessario dividere una volta per tutte videogiochi e VLT”

In particolare, anche come FIDE, ci terremo e stiamo tenendo in contatto con i soggetti interessati al fine di supportare e promuovere ogni iniziativa ritenuta utile a porre nel nulla questo tipo di provvedimenti nell’immediato e nel futuro. Al contempo auspico che tutti quelli che promuovano l’esport a livello istituzionale in Italia, vogliano far fronte comune per tutelare l’ecosistema, il settore e tutti coloro che vi operano”.

Personalmente, seguo gli esports dal 2013 (quando ancora gli esports non erano esports, per intenderci) perchè ho deciso, insieme al mio socio Dave Plug, di lanciarmi in un’avventura tutta nuova.

Non arriverò mai a pensare di aver sbagliato “nazione”, ma sin dal 2015, da quando lo Stato decise di punirmi perchè una battle.net card valeva più di un “lapis o fermacarte“, ho sempre pensato che dallo stato non avrei ottenuto mai alcun tipo di aiuto o supporto.

Ce la saremmo dovuta cavare da soli, e cosi effettivamente è stato.

Negli esports abbiamo però trovato anche una nuova e più allargata famiglia, una famiglia assolutamente standard, in cui quindi c’è stato anche qualche leggendario litigio.

 

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Oggi però è cambiato tutto. Il 29 Aprile lo stato ha nuovamente deciso di colpire un settore già martoriato ed in ginocchio, mettendo a rischio tanti onesti lavoratori. Oggi sentiamo che le sale lan verranno chiuse, che le fiere non vi saranno (anche le “console” sarebbero illegali e non omologate, come PC e altro), e che partirà la caccia alle streghe che polverizzerà questo tipo di intrattenimento.

Questo però, è quello che credono loro. Poveri illusi. Le sale lan sono il cuore degli esports. Abbiamo sempre detto che le sale lan sono le nostre “ambasciate” sul territorio, i luoghi in cui si raggiunge la “sintesi” tra la socialità virtuale e quella “live“… Sono dei luoghi sacri cazzo, che non dovevate nemmeno immaginare di colpire.

Serve Class Action del settore: tutte le leggi che regolamentano videogiochi /esports devono essere aggiornate! 

Ritengo che sia giunto il momento di rispondere. Questo deve essere il momento di intraprendere una CLASS ACTION. La cosa riguarda tutti. Riguarda le associazioni, gli streamer, le sale lan, gli organizzatori di tornei, gli owner dei team, gli editori di settore…

L’obiettivo? Un immediato confronto con lo stato per aggiornare e rendere adeguato il sistema legislativo che regola il nostro settore. Vogliamo lavorare, vogliamo divertirci lavorando e non vergognarci per questo. E vogliamo farlo nella massima legalità.

Senza un valido sistema di leggi adeguate ed aggiornate, sarete voi uomini dello stato i fuorilegge illegittimi.

In ogni caso ora tocca a noi. E’ giunto il momento di organizzarci. E di pretendere che la macchina statale, cosi come avviene in ogni altro stato modernizzato, adegui le sue norme ed i suoi commi alla nostra giustissima esistenza.

Nerd di tutto il mondo, UNITEVI! 

Battlefield 2042, il ”rivale” di Warzone continua a colare a picco e raggiunge i minimi storici

Battlefield 2042, il ”rivale” di Warzone continua a colare a picco e raggiunge i minimi storici

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Probabilmente qualche mese ma nessuno si sarebbe mai aspettato di trovarsi costretto a ricordare Battlefield 2042 come uno dei capitoli più fallimentari dell’intera omonima saga. Una storia iniziata quasi in contrasto allo strapotere ottenuto da Warzone, poi finita in tragedia.

A destare particolare stupore in community, causando anche un certo quantitativo di ”sfottò” ai danni di quelli che elogiavano il titolo come prossimo campione d’incassi, sono i dati condivisi nella giornata di ieri dai sempre affidabili colleghi di Streamcharts.

Secondo le loro stime ufficiali, il gioco starebbe in queste settimane raggiungendo i minimi storici d’apprezzamento… Con un numero di giocatori connessi che farebbe vergognare anche la compagnia indie meno conosciuta. Il massimale di giocatori raggiunti in quest’ultima settimana si aggira infatti intorno ai 1000 in tutto il mondo, per la precisione 979.

Battlefield 2042 – Un esperimento fallimentare che la dice lunga anche su Warzone

I videogiocatori nati, come il sottoscritto, nell’era Play Station 3, ricorderanno perfettamente Battlefield come una delle saghe capostipite del genere FPS moderno, che con COD (e ben prima dell’avvento di Warzone sul mercato) aveva instaurato una solida e sana rivalità.

Leggere questi dati, per chi ha mosso i propri primi passi come gamer proprio su questo titolo, è sicuramente doloroso. Ma una volta scacciati i brutti pensieri è tempo delle considerazioni e delle domande sul futuro.

Possibile che questo sia stato l’ultimo, disperato esperimento da parte di EA per risollevare il brand di BF dopo la perdita di popolarità in seguito a Battlefield 4? Ci sarà un futuro per questa saga, oppure è ora di dire addio ad un mito che nel mondo del gaming è riuscito davvero a cambiare le cose?

Solo il futuro può risponderci, ma come al solito non mancate di farci sapere la vostra opinione con un commento qui sotto, oppure in community. A questa potrete accedere usando i pulsanti che troverete in cima alla pagina.

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