Battlefield 2042: un salto nel futuro. In tutti i sensi!

Battlefield 2042: un salto nel futuro. In tutti i sensi!

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Come vi abbiamo annunciato già un’oretta fa, è stato finalmente svelato il nuovissimo titolo della serie sparatutto di EA e DICE: Battlefield 2042. Il trailer ha già riempito di hype tutti i giocatori ed i fan in giro per il mondo, ma il solo video non è stato l’unico dettaglio svelato fino ad ora.

Come da titolo, Battlefield 2042 ci proietterà nel futuro in ogni sfumatura del termine. Non solo per quanto riguarda l’ambientazione del gioco, ma anche nelle caratteristiche tecniche del gioco stesso.

Il futuro titolo EA ci catapulterà nel 2042 quando ormai il mondo è sull’orlo del precipizio a causa della carenza di cibo ed energia, ma nazioni come gli Stati Uniti e Russia non esiteranno a scendere in battaglia e farsi la guerra a vicenda.

Noi interpreteremo il ruolo degli Specialisti (potremo fare il Recon, l’Assault, il Support e l’Engineer) senza Patria, e potremo scegliere per quale fazione giocare. La nuova classe giocabile avrà quindi due caratteristiche: sarà equipaggiata con una Specialità e un Tratto del tutto unici, e avranno equipaggiamenti completamente personalizzabili.

Innovazioni

Nel trailer mostrato si nota, a livello tecnico, non solo un grandissimo lavoro grafico (possibile ovviamente a seconda dell’hardware), ma analizzando il gioco dal punto di vista del gameplay (questo è solo un antipasto, vedremo il resto del gameplay il 15 Giugno) sono tante le innovazioni.

All’inizio non ci sarà una campagna single-player o il Battle Royale, e tutto il gioco verterà su 7 mappe multiplayer.
Alle partite potranno giocare fino a 128 giocatori contemporaneamente (mentre sulle console di vecchia generazioni saranno massimo 64), e questi non solo dovranno sfidarsi gli uni contro gli altri, ma dovranno anche stare attenti a tutto ciò che la mappa in tempo reale proporrà loro.

Infatti sono stati annunciati sconvolgimenti meteorologici durante le partite: potremmo avere a che fare con uragani, piogge o tempeste di sabbia che sconvolgeranno l’esito del match.

Modalità di gioco

Saranno ben 3 le modalità possibili su Battlefield 2042 , ovvero:

All-Out Warfare – la nuova generazione delle modalità Conquista e Sfondamento preferite dai fan, con le mappe più grandi di sempre per il franchise e, per la prima volta, fino a 128 giocatori. All-Out Warfare sperimenterà battaglie su larga scala come mai prima d’ora, con mappe ricche di condizioni meteorologiche dinamiche, pericolosi rischi ambientali e spettacolari eventi mondiali che vedono i tornado squarciare la mappa e tempeste di sabbia bloccare il sole.

Hazard Zone – un tipo di gioco completamente nuovo, ad alto rischio e a squadre per il franchise di Battlefield. Si tratta di una versione moderna dell’esperienza multiplayer, tratto distintivo di DICE, ma molto diversa dalle modalità Conquista o Sfondamento di All-Out Warfare.

(Modalità ancora da annunciare) – la terza esperienza, sviluppata da DICE LA, è un altro nuovo ed entusiasmante tipo di gioco per il franchise. Questa esperienza è una lettera d’amore per i fan di Battlefield: i giocatori di lunga data si sentiranno a proprio agio. EA Play Live il 22 luglio per tutti i dettagli.

Uscita e prezzo

Il gioco sarà in uscita, il 22 Ottobre, su tutte le maggiori piattaforme odierne: dalla vecchia generazione (Xbox One e PS4) fino alle nuove (Xbox X e S, PS5) e su PC. Il 15 Giugno avremo un assaggio del primo gameplay e le prime beta saranno valide per colo che prenoteranno il gioco o avranno l’EA Play.

I possessori dell’EA Play avranno, anche, 10 ore di prova il 15 ottobre. Battlefield 2042 è già preordinabile e costerà 59,99 € su PC, 69,99 € su Xbox One e PS4, e 79,99 € su Xbox Series X e S e PS5. Chi preordina potrà scegliere tra tre diverse edizioni: fra queste Battlefield 2042 Gold Edition al prezzo di 89,99 € su PC e 99,99 € su console, o Battlefield 2042 Ultimate Edition al prezzo di 109,99 € su PC o 119,99 su console.

Che ve ne pare di queste prime info del gioco? Fateci sapere la vostra…

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Battlefield 2042 abbandonato anche dagli sviluppatori, il ”rivale” di Warzone pensa ai progetti futuri

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Gli sviluppatori di casa DICE hanno ufficialmente annunciato che abbandoneranno ufficialmente i lavori per quello che riguarda la modalità che a detta di molti avrebbe dovuto rivoluzionare il mondo del Battle Royale, ma che in realtà si è alla fine dei conti rivelato un fiasco clamoroso.

Nel bene o nel male l’ultima produzione di DICE è ufficialmente passata alla storia come uno dei progetti più fallimentari dell’ultimo decennio, con vendite decisamente sottotono rispetto al budget investito per lo sviluppo ed i costi di manutenzione, che per un titolo tripla A sono sempre altissimi.

Proprio a causa di questo doloroso fallimento, gli sviluppatori hanno deciso che abbandoneranno definitivamente Hazard Zone, la modalità BR di Battlefield 2042 che, un po’ rifacendosi al ”cugino” Warzone ed un po’ guardando ad altri titoli di successo, era stata prospettata come uno dei progetti più ambiziosi dell’anno.

Battlefield 2042 verso un abisso sempre più profondo, guardare a Warzone è il futuro?

Ad annunciare questa dolorosa decisione sono stati gli stessi sviluppatori del gioco in un recente Vlog (che potrete recuperare, nel caso foste interessati, CLICCANDO QUI). Quello che traspare dalle parole degli addetti ai lavori, è che Hazard Zone non ha trovato il suo posto giusto in Battlefield 2042.

“Trarremo grandi vantaggi dal lasciare che la nostra concentrazione e la nostra energia rimangano sulle modalità con cui vi vediamo più impegnati”, ha affermato Dice. “Oltre ad affrontare errori critici e comportamenti strani che potrebbero apparire in futuro, non stiamo più sviluppando attivamente nuove esperienze o contenuti per la modalità”.

Insomma, per ora rimane solo grande delusione. Che sia questo il punto di partenza per il prossimo futuro del franchise? Oppure la sua fine definitiva? Come al solito la discussione è aperta!

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SALE LAN di tutta Italia a rischio chiusura: una vergogna, ora serve la CLASS ACTION degli esports!

SALE LAN di tutta Italia a rischio chiusura: una vergogna, ora serve la CLASS ACTION degli esports!

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Nel corso della serata di ieri è iniziata un’operazione su scala nazionale rivolta contro le sale LAN italiane.

Importanti realtà della scena nazionale come Esport Palace, PC-TEKLAB o WEArena, sono state rivoltate e messe sottosopra, chiuse, ed in alcuni casi anche con i PC sotto sequestro. Agli amici dell’Esport Palace ad esempio, gli uomini delle Dogane e dei Monopoli hanno sequestrato 37 postazioni PC, con una sanzione amministrativa variabile dai 5 ai 50 MILA EURO per ogni singolo computer.

Quello in atto in questo momento, più che un’operazione dello Stato, inizia ad assumere le caratteristiche di un attacco mirato, e da tempo progettato, contro un intero settore.

Dopo il COVID, che ha tagliato le gambe di tantissimi giovani coraggiosi imprenditori italiani, ed i terribili venti di guerra che minacciano la sostenibilità di migliaia di attività in tutta l’Italia, ora arriva anche questa mazzata…

Questo è un momento devastante per il nostro settore.

Umiliato, martoriato e denigrato da una classe dirigente non adeguata, saldamente ancorata al passato, e ingiallita nell’animo.

Solamente la settimana scorsa sentivamo al TG1 parole del tutto sconclusionate e false sui videogiochi da parte del Senatore Andrea Cangini (che ha poi ritrattato sostanzialmente tutto nel corso dell’ottimo podcast condotto da Ivan Grieco, con una serie di epiche giravolte che hanno messo a nudo un pressapochismo allarmante).

Oggi scopriamo addirittura che le sale LAN possono essere utilizzate per “aggirare la normativa nazionale vigente in materia di gioco lecito“… Vergogna. “Shame on you” come direbbe qualche fiero millenials, questo vi meritate.

Come è possibile? Vi chiederete giustamente voi… Cerchiamo di fare chiarezza su cosa è accaduto, senza farci ubriacare troppo da commi e articoli legislativi.

Chiusura delle Sale Lan: cosa sta accadendo? 

La LED S.R.L. di Sergio Milesi ha presentato un esposto all’ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che ha fatto scattare un’operazione in tutta Italia. Al momento in cui scrivo questo aggiornamento, sembra che la cosa stia riguardando principalmente le regioni del nord, ma  gli amici delle sale lan di tutta Italia sono ora in allarme ed in forte apprensione.

L’accusa che viene mossa, è che i computer delle sale lan non siano “omologati” e quindi “illegali” per l’art 110 comma 7 del TULPS. Questo articolo recita che tutti i macchinari (come slot machine, biliardini o altri giochi appartenenti a 3 decenni fa) devono essere “dotati di dispositivi che ne garantiscano la immodificabilità delle caratteristiche tecniche e delle modalità di funzionamento e distribuzione dei premi”.

Capite bene che è impossibile pensare di rendere “immodificabile” un computer, cosi come è assurdo pensare che un videogame rimanga “immutato” nel corso della storia, visto che al giorno d’oggi ogni azienda seria rilascia infinite patch ed aggiornamenti, ogni giorno.

Per queste ragioni, molto banalmente, la legge in questione è inapplicabile, è del tutto illegittima. Tutta questa situazione sembra più il disperato tentativo di distruggere il mondo delle sale lan e del nuovo intrattenimento digitale. Questi signori sono spaventati da ciò che le sale lan e gli esports rappresentano. Noi siamo “il nuovo”, evidentemente una minaccia, per un’intera categoria di persone e di professionisti.

Per delegittimarci e intimorirci (ricordate la multa di quasi 90K che ci venne inflitta per un banale torneo gratuito di Hearthstone? Nel caso voleste rinfrescarvi la memoria), questi soggetti presentano esposti a delle procure del tutto inadeguate a svolgere un ruolo che sia garante per tutti. Le leggi sono vecchie, inapplicabili al mondo digitale. Come puoi pretendere l’omologazione di un computer come fosse una banale macchina mangia soldi?

Come si può pensare che la tecnica ed il software che alimentano un simulatore di Formula Uno, usato dalle stesse squadre come Ferrari o Mercedes, debbano rispettare la stessa omologazione di una schifosa slot machine?

Simulatori di guida e computer trattati alla stregua di slot machine e flipper

Sarebbe come pretendere che una macchina di formula uno avesse la targa, perchè sotto la giurisdizione dell’omologazione “stradale normale”. Una follia insomma. Una follia tutta italiana, Stato dove la mentalità boomers è dilagante oltre che linfa vitale di tutta la struttura burocratica.

Del resto anche Jacopo Ierussi, esport lawyer e Consigliere Federale con mandato affari legali di FIDE, ad una primissima richiesta di chiarimenti ci ha spiegato: “Ad una prima analisi, a mio avviso trattasi di proveddimenti illeggittimi che mettono sullo stesso piano situazioni dissimili e non equiparabili, specie laddove si accosti impropriamente l’esport al gioco d’azzardo.

Speciale SALE LAN, Alessio Cicolari (Esport Palace): “necessario dividere una volta per tutte videogiochi e VLT”

In particolare, anche come FIDE, ci terremo e stiamo tenendo in contatto con i soggetti interessati al fine di supportare e promuovere ogni iniziativa ritenuta utile a porre nel nulla questo tipo di provvedimenti nell’immediato e nel futuro. Al contempo auspico che tutti quelli che promuovano l’esport a livello istituzionale in Italia, vogliano far fronte comune per tutelare l’ecosistema, il settore e tutti coloro che vi operano”.

Personalmente, seguo gli esports dal 2013 (quando ancora gli esports non erano esports, per intenderci) perchè ho deciso, insieme al mio socio Dave Plug, di lanciarmi in un’avventura tutta nuova.

Non arriverò mai a pensare di aver sbagliato “nazione”, ma sin dal 2015, da quando lo Stato decise di punirmi perchè una battle.net card valeva più di un “lapis o fermacarte“, ho sempre pensato che dallo stato non avrei ottenuto mai alcun tipo di aiuto o supporto.

Ce la saremmo dovuta cavare da soli, e cosi effettivamente è stato.

Negli esports abbiamo però trovato anche una nuova e più allargata famiglia, una famiglia assolutamente standard, in cui quindi c’è stato anche qualche leggendario litigio.

 

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Oggi però è cambiato tutto. Il 29 Aprile lo stato ha nuovamente deciso di colpire un settore già martoriato ed in ginocchio, mettendo a rischio tanti onesti lavoratori. Oggi sentiamo che le sale lan verranno chiuse, che le fiere non vi saranno (anche le “console” sarebbero illegali e non omologate, come PC e altro), e che partirà la caccia alle streghe che polverizzerà questo tipo di intrattenimento.

Questo però, è quello che credono loro. Poveri illusi. Le sale lan sono il cuore degli esports. Abbiamo sempre detto che le sale lan sono le nostre “ambasciate” sul territorio, i luoghi in cui si raggiunge la “sintesi” tra la socialità virtuale e quella “live“… Sono dei luoghi sacri cazzo, che non dovevate nemmeno immaginare di colpire.

Serve Class Action del settore: tutte le leggi che regolamentano videogiochi /esports devono essere aggiornate! 

Ritengo che sia giunto il momento di rispondere. Questo deve essere il momento di intraprendere una CLASS ACTION. La cosa riguarda tutti. Riguarda le associazioni, gli streamer, le sale lan, gli organizzatori di tornei, gli owner dei team, gli editori di settore…

L’obiettivo? Un immediato confronto con lo stato per aggiornare e rendere adeguato il sistema legislativo che regola il nostro settore. Vogliamo lavorare, vogliamo divertirci lavorando e non vergognarci per questo. E vogliamo farlo nella massima legalità.

Senza un valido sistema di leggi adeguate ed aggiornate, sarete voi uomini dello stato i fuorilegge illegittimi.

In ogni caso ora tocca a noi. E’ giunto il momento di organizzarci. E di pretendere che la macchina statale, cosi come avviene in ogni altro stato modernizzato, adegui le sue norme ed i suoi commi alla nostra giustissima esistenza.

Nerd di tutto il mondo, UNITEVI! 

Battlefield 2042, il ”rivale” di Warzone continua a colare a picco e raggiunge i minimi storici

Battlefield 2042, il ”rivale” di Warzone continua a colare a picco e raggiunge i minimi storici

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Probabilmente qualche mese ma nessuno si sarebbe mai aspettato di trovarsi costretto a ricordare Battlefield 2042 come uno dei capitoli più fallimentari dell’intera omonima saga. Una storia iniziata quasi in contrasto allo strapotere ottenuto da Warzone, poi finita in tragedia.

A destare particolare stupore in community, causando anche un certo quantitativo di ”sfottò” ai danni di quelli che elogiavano il titolo come prossimo campione d’incassi, sono i dati condivisi nella giornata di ieri dai sempre affidabili colleghi di Streamcharts.

Secondo le loro stime ufficiali, il gioco starebbe in queste settimane raggiungendo i minimi storici d’apprezzamento… Con un numero di giocatori connessi che farebbe vergognare anche la compagnia indie meno conosciuta. Il massimale di giocatori raggiunti in quest’ultima settimana si aggira infatti intorno ai 1000 in tutto il mondo, per la precisione 979.

Battlefield 2042 – Un esperimento fallimentare che la dice lunga anche su Warzone

I videogiocatori nati, come il sottoscritto, nell’era Play Station 3, ricorderanno perfettamente Battlefield come una delle saghe capostipite del genere FPS moderno, che con COD (e ben prima dell’avvento di Warzone sul mercato) aveva instaurato una solida e sana rivalità.

Leggere questi dati, per chi ha mosso i propri primi passi come gamer proprio su questo titolo, è sicuramente doloroso. Ma una volta scacciati i brutti pensieri è tempo delle considerazioni e delle domande sul futuro.

Possibile che questo sia stato l’ultimo, disperato esperimento da parte di EA per risollevare il brand di BF dopo la perdita di popolarità in seguito a Battlefield 4? Ci sarà un futuro per questa saga, oppure è ora di dire addio ad un mito che nel mondo del gaming è riuscito davvero a cambiare le cose?

Solo il futuro può risponderci, ma come al solito non mancate di farci sapere la vostra opinione con un commento qui sotto, oppure in community. A questa potrete accedere usando i pulsanti che troverete in cima alla pagina.

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